Il territorio

Passeggiando tra gli uliveti di Piano La Roma, in autunno, quando gli ulivi sono carichi di frutti polposi e profumati, ci si imbatte sicuramente nei resti di un muro italico, uno scorcio di opus reticulatum che costeggia la carreggiata.

Sono i resti che parlano dell'antico Municipio Italico di nome Cluviae, i cui abitanti erano i Carecini.

L'importanza di Cluviae e' testimoniata anche dal ritrovamento di un teatro. Cluviae e' ricordata da Livio che la descrive nel 311 a.c. come una citta' con mura e da Tacito come patria dello stoico Helvidius Priscus.

Si legge nella lastra bronzea datata 5 maggio 384 d.c. "ortato sibi honore patriam civitumque Cluviatum amare ac diligere non desit" ossia: "accresciuto il suo onore, non smise di amare e proteggere la patria dei cittadini Cluviani". La suggestione di questa lontana civilta', la disposizione geografica dell'altopiano, tra montagna e mare, sono le radici su cui poggiano le tradizioni e la secolare cultura olearia dei suoi abitanti.

Gli uliveti dei 125 soci olivicoltori sono geograficamente situati sia nella zona limitrofa al Parco Nazionale della Maiella sia al suo interno, vale a dire in una situazione di incontaminazione ambientale privilegiata che non ha quasi riscontro altrove. L'altitudine, le particolari caratteristiche del terreno, il caldo sole d'Abruzzo, creano quello speciale microclima che conferisce al frutto la maturazione ideale per ottenere olio ed olive da tavola di altissima qualita' nutrizionale e sensoriale.